Osservavo i miei più sfortunati colleghi andare lentamente verso il loro tristo destino, incarnato fisicamente dall'implacabile professoressa De Palma; li vedevo lentamente uscire, uno dopo l'altro, irremediabilmente atterriti o carichi d'ira. Ed in un momento, sono stato colto da una scintilla di illuminazione trash.
Ho ricevuto dall'aria carica di particelle di disperazione una fulminante idea, la quale potrebbe essere in grado di risolvere in un sol colpo i problemi economici di universitari ed università, concedere il quarto d'ora di fama warholiano e rimpolpare le budella delle nostre sei reti statali con una nuova dose di preconfezionate feci.
Sto cazzo.
Notare la posizione enfatica. Torniamo al discorso principale.
Ciò di cui abbiamo bisogno è uno spettacolo-realtà sull'università.
Titolo. Uhm. Direi... Laurea: usarla, il sogno.
Il format è piuttosto semplice, è sufficiente decidere ubicazione e facoltà. Per la prima potrebbe andare bene Cervia, dato che sono già avvezzi a sputtanare le loro istituzioni a favore dei media. Ma partiamo col promo.
Duecento ragazzi rinchiusi in un campus: il loro sogno, una laurea e, perché no, un lavoro. Solo cinque, anzi dieci, mi sento generoso, va, riusciranno a realizzarlo. Seguili ogni giorno nelle loro noiosissime giornate di studio, durante le quotidiane peregrinazioni per le varie sedi e appassionati alle loro palesemente false storie d'amore che non c'entrano una beata minchia col programma ma che fanno audience!
Ed in prima serata, i loro esami!
Ascolta le loro confessioni prima della loro interrogazione! Ascolta i loro inutili giri di parole sugli esiti negativi delle loro performance! Parla in linea diretta con i professori e con uno psicologo che ti dirà una cifra di cazzate inventate sul momento sulla personalità dei ragazzi!
Vuoi che i ragazzi debbano sostenere un esame extra obbligatorio di linguistica col professor De Mauro? Mandaci uno SMS!
Chi passerà il prossimo esame? Chi ha studiato? Ma va! Lo deciderai tu con il televoto!
Duecento ragazzi, dieci lauree, dieci lavori ad interim della durata di cinque mesi con la convenzionale.
Solo su "Laurea: usarla, il sogno".
Scherzi a parte, dopo abominii come Campioni e quest'altra genialata, con conseguenze come queste, non mi stupirei se qualcuno prendesse in considerazione il surreale format.
[Questo post fa parte della campagna: "Spegni la TV, accendi una pila di libri della Fallaci"]