domenica 20 marzo 2005

Sappiate che vado piuttosto raramente al cinema; per non perdere ore al volante posso recarmi soltanto in due monosala. Ovviamente ciascuno dei due ha i suoi bei difetti che mi rendono quasi sempre impossibile godermi un bel film.

Il più grande dei due proietta soltanto pellicole destinate al consumo di massa: vanzinate, ammassi d'effetti speciali, stronzate alla American Pie, ogni tanto qualche cartone animato. Inutile dire che è frequentato più che altro da famigliole con odiosi bambini rumorosi. Gruppi di adolescenti molesti o maniaci dei cellulari, nei casi migliori.

L'altro cinema è bello, così intimo grazie ai suoi 50 posti: sembra quasi di stare a casa. Inoltre fa solo bei film; ogni immensa cazzata è bandita, ma c'è spazio sia per i film più famosi che per le pellicole di nicchia.

Peccato per un piccolo particolare: il luogo ove vivo è proprio tagliato fuori dal mondo.

Ho avuto la conferma definitiva del fatto che i paesi circostanti ci considerano, pur a ragione, talmente inutili ed ignoranti da considerarci indegni perfino per la loro pubblicità.

Oggi io e la mia ragazza ci siamo diretti, gioiosi e sicuri di poterci gustare finalmente una piacevole visione, al piccolo godurioso cinema di cui sopra; il nostro desiderio sarebbe stato vedere il film Il Mercante di Venezia, che, come sosteneva il manifesto appeso in uno dei molteplici bar del nostro paese, sarebbe stato in programmazione da venerdì 18 a lunedì 21.

Arrivati a destinazione, dopo esserci fatti un sedere abnorme per poter posticipare i nostri vari impegni, terrorizzati leggiamo al di fuori del cinema ben diversi orari, ma soprattutto, una programmazione orribilmente differente; non che abbia qualcosa in particolare contro Sideways, ma noi due eravamo partiti per vederci la trasposizione dell'opera di Shakespeare.


Lei triste ed abbacchiata, io incazzato come se fossi stato svegliato dall'hitmania dance d'un vicino, ci rechiamo a chiedere informazioni alla maschiera. Questi, un giovane sulla ventina in tuta di marca, ci risponde basito: "Ahò, guarda chell'avemo fatto er mese scorso 'r Mercante de Venezia!"

Un po' scazzati, siamo stati costretti a tornare a casa, poiché che Sideways sarebbe iniziato un'ora dopo. Per strada, il beffardo ed anziano manifesto ci osservò, con le sue ingannevoli informazioni, comunicandoci un muto messaggio: "Ah-ha!"

Ci siamo visti un pezzo di Hong Kong Express a casa mia. Un po' ironico, un po' depresso. Bello, comunque.


 

domenica 6 marzo 2005

Ultimamente capita raramente che mi riveda con loro.
Io e due amici, i migliori, di quello che fu il mio periodo adolescenziale.
Allegri compagni di sbronze e cazzate, immancabili consolatori in tempo di magra, praticamente sempre; inseparabili cazzeggioni senza nulla di meglio da fare. A dire il vero io non mi sono mai sbronzato, ma tant'è. Un po' mi mancano i nostri dialoghi sui massimi sistemi, intervallati da sessioni di blasfemia avanzata e da gare in intensità d'emissioni gassose.
Inseparabili, si; ma ormai è decisamente passato.
Essendo ora tutti e tre fidanzati con ragazze abitanti in luoghi piuttosto distanti l'uno dall'altro, nonché frequentando scuole sparse per la regione, ci riuniamo saltuariamente.
Purtroppo.
Infatti uno dei due deve ridarmi un numero di Rat-Man da più d'un anno. Tanto non leggerà queste righe, deve portarmi il pc per farselo riparare. Da sei mesi.
Indubbiamente, fa sempre piacere rivedersi per ridere del passato.