lunedì 4 aprile 2005

E' morto il Papa, ed è l'unica cosa successa in questi giorni, a giudicare dai media.

I telegiornali hanno monopolizzato lo spazio televisivo; le varie reti ci tengono informati di qualunque particolare e fanno a gara pur di poter dare per prime le ultime notizie dal Vaticano.

TV, radio, giornali ci hanno costretto a seguire l'intera vicenda, minuto per minuto. "Signori e signore, benvenuti in questa edizione straordinaria." "Novità sulle condizioni di salute di Giovanni Paolo II." "Il Papa ha perso conoscienza." "Il Papa ha perso conoscienza, ma è cosciente." "Il Papa è morto." Penso che dispiaccia a tutti.

Una società civile, dopo l'annuncio del decesso, avrebbe mantenuto un rispettoso e religioso silenzio, perlomeno fino all'habemus Papam.

Purtroppo non viviamo in una società civile, ma nella barbara era della pubblicità.

I media, abbandonata la normale programmazione, continuano spietati a flagellare noi e la memoria del defunto pontefice con ogni mezzo. I bollettini minuto per minuto dal Vaticano continuano imperterriti; "Il portavoce Navarro Vals ci aggiornerà con le ultime decisioni", "Il Cardinal Ratzinger sta dicendo qualcosa, ora vi informeremo", "Il cardinal Ruini ha sbadigliato".

Quando il Vaticano tace per riprender fiato, si manda in onda il materiale riempitivo: biografie su biografie del Papa polacco, vecchie fiction su santi e affini, testimonianze di fedeli, immagini di repertorio, talk show, lacrime e preghiere.

Ogni rete ha il suo stile per immergere il povero spettatore nell'evento: Rai1 si è trasmutata in un'infinita puntata di Porta a Porta, il Canale5 mostra soltanto visi in lacrime ed i suoi giornalisti parlano con la voce rotta dal pianto, a tratti greco; MTV manda in onda pressoché ininterrottamente video di canzoni melense sotto le cui immagini scorrono i messaggi dei giovani. "Carol ci mankerai tanto". "Carol, sei stato un grande, nn t dimentikeremo". Niente da fare, la kappa resta al posto sbagliato. Per un attimo ho temuto che la puntata di oggi dei Simpsons sarebbe stata un collage degli episodi in cui appare Giovanni Paolo II.

Ignoro come si siano comportati quotidiani e settimanali, questi giorni ho evitato di comprarli. Ultimamente fa abbastanza caldo, e non c'è bisogno d'accendere la stufa, dopotutto.

Mia madre, che pure è cattolica e teledipendente, da due giorni tiene la tv spenta per ore intere. Durante le crisi d'astinenza fa uno zapping veloce poi, con il volto colmo di angoscia, si sintonizza su Alice o Gambero rosso. Ma il cervello è destabilizzato dall'intossicazione mediatica, e il terrore che il tacchino alle spezie si possa trasformare inavvertitamente in pontefice, e continuare a rosolare nei suoi abiti bianchi è grande.


Ranieri sta sempre male, ma è un VIP minore. Carlo e Camilla sono stati costretti a rinviare le nozze, o si ritroverebbero la chiesa vuota, nel giorno del loro matrimonio. Ci sono stante le elezioni provinciali e quelle regionali, ma senza la consueta valanga di pronostici e statistiche. Cogne e la Franzoni sono nel freezer, in attesa di tempi di magra.

C'è stata solo una forza che ha resistito imperterrita a questa piena mediatica, e che ha continuato a vivere coi suoi ritmi, ignorando ciò che è successo.

La pubblicità.