Torniamo alla festa di cui sotto.
Si, lo so che suona male, ma l'espressione cristallizzata d'uso corrente grazie alla particolare morfologia del blog in sé si trasforma in una proposizione che è sì cacofonica, ma inattaccabile sia nella grammatica che nei concetti.
Minchia che frase pesante.
Come spiegavo al buon Karvek in un commento, la festa a base di truzzi e musica truzza è stata organizzata da un individuo il quale, musicalmente parlando, c'ha due coglioni notevoli. Costui infatti studia pianoforte al conservatorio, è un abituale ascoltatore di classica e rock progressive, a tempo perso si diletta con tastiera e batteria, nelle quali se la cava piuttosto bene, e possiede un'invidiabile cultura musicale che spazia dagli AC/DC a Frank Zappa. Col suo gruppo suona abitualmente Elio e le storie tese, a volte King Crimson e Jethro Tull.
Eppure, questo fine musico non ha esitato nell'eligere come sottofondo per la sua festa compilations di artisti prettamente commerciali e discoteca da consumo di massa. Il tutto saporitamente condito da luci stroboscopiche epilettiche e bassi che trasmettevano un poco gradevole effetto Tesmed.
Qual'è il motivo di questa evidente contraddizione?
Qui, se vuoi la figa alla tua festa, devi avere uno stereo che rumini decibel e decibel di disco commerciale. E se metti in piedi una festa, è perché vuoi vedere qualche minigonna oscillare in tuo onore: non è che uno si fa un culo così per organizzare un evento il cui massimo esito sarà far ubriacare qualche amico e, occasionalmente, diversi imbucati che ti stanno anche un po' sulle palle senza pretendere un po' d'amore materiale in cambio.
Il suo non è un caso isolato.
Numerosi sono coloro che rinunciano alle loro passioni musicali e che, turandosi il naso, si tuffano in quel buio antro luminescente d'incomprensione e frastuono, alla disperata ricerca d'una bocca da baciare, d'un corpo da accarezzare, d'un organo genitale da... Beh, dipende dal sesso.
Nel mio strettissimo paese, più d'un individuo si ha deciso di curare la propria adesiva fama di sfigato, gettando via tutto ciò che caratterizzava il proprio io e costruendosene uno nuovo, prefabbricato. La terapia è semplice: basta una o più dosi giornaliere di vestiti alla moda ed un'abituale frequenza d'appositi, salubri luoghi, quali I 2 Cigni o il Popy. Una volta entrato in questo buio tunnel, fatto d'interminabili attese del prossimo sabato sera, nessuno torna più indietro. Nessuno recupera la propria individualità.
Non c'è scampo dunque all'infernale bocca livellatrice della discoteca, se si vuole intraprendere una buona vita sessuale e, perché no, sentimentale?
Forse sì.
Io non sono mai entrato in discoteca, e mai lo farò, perlomeno finché non avrò la possibilità o il dovere di gettarvi qualche lacrimogeno, così, tanto per far due risate, durante una serata altrimenti noiosa. Rocco Siffredi non mostrerà certo invidia per la mia vita amorosa, ma stranamente, nonostante abbia avuto anche io i miei santi periodi di solitudine e tristezza, non me la sento affatto di lamentarmi.
Per concludere, vi regalo una breve favola a lieto fine.
C'era una volta una ragazza che, pur essendo carina ed intelligente, leggeva troppo ed amava vestirsi in modo bizzarro ed unico, e per questo i suoi coetanei di sesso opposto con fama di "fighi" non esitavano nello scansarla.
Un bel giorno decise di cambiare: smise di vestirsi come faceva prima, anzi smise quasi del tutto di farlo, si fece aiutare dai suoi amici di Forza Nuova nel bruciare tutti i suoi libri, ed ogni settimana accompagnò un baldo giovane verso mete affascinanti, nuove e sconosciute. Ad esempio l'angolo in alto a destra nella discoteca A, a volte quello in basso a sinistra nella disco B.
Un mese dopo la metamorfosi, il cigno cubista ricevette una richiesta di fidanzamento da un suo compagno di classe che, qualche tempo prima, quando era ancora un anatroccolo che sceglieva il suo piumaggio, aveva respinto a più riprese; perché? Semplice, non era abbastanza figo. Fortunatamente per lui, nel frattempo ebbe le possibilità di vedere la Luce; purtroppo questa, che si riverò essere generata da uno strobo, ed ebbe anche l'effetto di eliminare i suoi ultimi neuroni e fargli perdere la capacità di formulare frasi con più di dieci parole. Inutile dire che ciò lo rese immensamente figo, ed ella accettò all'istante la sua proposta.
I due divennero una bellissima coppia e vissero fighi e contenti. Un po' meno dopo che lui, ubriaco fradicio e lievemente impastato, non gli mise le corna in discoteca, senza neanche rendersene conto.