sabato 24 luglio 2004

E' stata una giornata positiva, intensa, a base di siti ufficiali del Rock Fest, Muso, feste arabe e Ratti della Sabina.
Ovviamente, non è affatto questo il motivo del nuovo post, quanto del ritorno della rubrica più amata dal pubblico...


COCKTAILS FOR DUMMIES (PARTE QUARTA)
Lo avevo promesso.
Da un cocktail da sbronza incontrollata come il Long Island Ice Tea, passiamo ad uno più adatto ad una terapia da doposbronza o al recupero da una fase molto avanzata dello stato d'ebrezza; signori e signore, parleremo del Bloody Mary.
Questa orribile mistura ha insomma come principale scopo quello di far restituire al mondo l'alcool precedentemente bevuto e non ancora assimilato, e, già che ci siamo una buona parte della cena del giorno precedente parzialmente digerita; nonostante questo a qualcuno piace... De gustibus non disputandum est, dopotutto...


Cenni storiografici:
Inventato nel 1920 da un barman dell'Harry's Bar di Parigi, prende il nome dalla regina inglese Maria la Sanguinaria, sorella della più famosa Elisabetta I d'Inghilterra. La simpatica regina Maria deve il suo soprannome ad un altrettanto simpatica politica a base di violenza mostrata nei confronti dei protestanti.


Ingredienti: (Per una persona)
- 2 spruzzi di vodka liscia
- 1 pomodoro fresco e succoso
- mezzo limone
- 2 goccie di salsa Worchester
- Pepe, sale, tabasco.
- Ghiaccio a buone dosi.


Preparazione:
Il Bloody Mary può essere disgustoso, ma sicuramente non è difficile da preparare.
Prendete il vostro shaker, o se non lo avete, un bel bicchierone e riempitelo di ghiaccio per metà, dopodichè prendete il vostro pomodoro; spremetelo a mani nude, nel bicchiere, stando attenti a far colare fiotti viscosi rossicci per le braccia e a sporcarvi la camicia. Ovviamente stavo scherzando, usate pure un mixer per frullarlo... Non avete pomodori in casa? Strano, è stagione... Comunque, il problema è aggirabile utilizzando della passata di pomodoro, curandovi però di allungarla leggermente con dell'acqua, in modo da renderla meno densa. Se non avete neanche la conserva...
Aggiungete poi gli spruzzi di vodka e il succo di mezzo limone, e date una prima mescolata.
Ora è il momento di condire: aggiungete una goccia di tabasco, un pizzico di sale ed uno di pepe nero macinato fino; infine, due gocce di salsa Worchester.
La salsa Worchester è un condimento agrodolce utilizzato solitamente per insaporire la carne, ma si può aggiungere anche alle nostre insalate; c'è un po' di tutto in questa salsa, dalle acciughe al tamarindo...
Tornando alla nostra mistura; mescolate brevemente con un lungo cucchiaino/cucchiaio o con uno stir se state utilizzando un bicchiere, altrimenti date una shakerata veloce e non troppo violenta agli ingredienti.
Se non lo avete già fatto, versate il cocktail in un bicchiere ed infilateci un gambo di sedano. Tra l'altro, il sedano mi fa schifo. Comunque, il vostro cocktail è ora pronto!


Varianti:
- Seguite la ricetta originale, ma omettete la Vodka; avrete un intruglio analcolico chiamato Virgin Mary.
- Un'altra versione abbastanza intrigante del cocktail; uno spruzzo di Vodka neutra, il succo di mezzo limone, un pomodoro (o la passata allungata con acqua, vedi sopra), e, per concludere, due gocce d'angostura. E ghiaccio, ovviamente.
A titolo informativo, l'angostura, o meglio angostura bitter, è un amaro non troppo conosciuto, solitamente utilizzato a minime dosi, che troverete senza troppe difficoltà in tutti i supermercati in delle piccole bottiglie.

domenica 11 luglio 2004

Ultimamente mi sono imbattuto, per puro caso, in un Sexy Shop.
Forse più che di caso, bisognerebbe parlare di fortuna. In quel di Roma, infatti, i negozi d'articoli inerenti al sesso sembrano cercare di nascondersi all'utenza.
All'estero, genericamente il sesso, finché è fonte di guadagni, viene più o meno tollerato, se non pubblicizzato: ad esempio sulle Ramblas a Barcellona si può trovare un enorme sexy shop ed un peculiare museo dell'erotismo; nella capitale Ceca, pubblicità di Night Club e Peep Show sono in ogni angolo.
Quello che mi ritrovo, passeggiando, sperduto, in cerca d'un tritaghiaccio a buon prezzo, è un negozietto timido, acquattato in un'infima traversa, quasi mimetizzata, d'una via di media importanza; nessuna vetrina, né insegna luminosa. Solo una parete di legno bianca, una porta, anch'essa di legno e bianca, ed manifesto rosa di bassa qualità con il riassunto dei contenuti del negozio. Quel pezzo di carta rosa è l'unica cosa che lo distingue dal resto del muro...
Per entrare, bisogna suonare il campanello.
Tra la porta ed il negozio vero e proprio c'è una specie d'anticamera; proprio mentre entro incontro un signore piuttosto anziano, sulla sessantina, con una busta enorme. Al bancone c'è un suo coetaneo in procinto d'acquistare un po' di DVD e alcuni articoli fetish: maschera da catwoman, vestito strettissimo in latex, collare... C'era altro ma non ho visto.
Un'occhiata veloce, acquisto qualcosa, ed esco.


Durante il viaggio di ritorno mi sono reso conto che esistono tre tipologie di persone che possono aver bisogno dei Sexy Shop.
I primi sono i marmocchi curiosi, bramosi di "proibito"; il campanello esiste soltanto per loro. Coloro che rientrano in questa categoria ma vivono a Roma sono più sfortunati; non possono sbirciare all'interno delle vetrine.
I secondi sono i ragazzi/e più o meno maturi, con voglia di sperimentare qualcosa di nuovo. Il loro campo d'interesse all'interno del negozio è quello dell'oggettistica; più raramente si interessano ai video, potendo fare loro quello che dovrebbero vedere su uno schermo.
Infine ci sono coloro che, in mancanza di mezzi per poter deliziarsi con del sesso vero e proprio, si rivolgono al Sexy Shop per cercar di sopperire alla loro mancanza; singles e, come abbiamo visto, anziani. A dire il vero, spesso i singles sono troppo timidi per poter entrare in un posto del genere, figurarsi acquistare qualcosa...