Vorrei riportare un piccolo stralcio del Nuremberg Diary di Gustave Gilbert. Costui era un ufficiale dell'intelligence ed uno psicologo a cui gli Alleati, conclusasi la Seconda Guerra Mondiale, avevano permesso di visitare e di poter parlare con i detenuti di Norimberga. La parte che sto riportando è una sezione della sua intervista ad Hermann Goering.
Mi scuso in anticipo nel caso che la mia traduzione presenti qualche errore.
Siamo tornati a parlare ancora di guerra e gli ho detto che, al contrario di lui, non penso che la gente comune sia grata ai leader che portano loro guerra e distruzione.
"E' ovvio, il popolo non vuole la guerra." risponde Goering scrollando le spalle. "Perché un povero contadino dovrebbe desiderare di rischiare la pelle in guerra quando l'unica cosa che può sperare di ottenere è quella di tornare alla sua fattoria vivo? Naturalmente, la gente comune non vuole la guerra; né
in Russia, né in Inghilterra e neppure in America, e neanche in Germania, se è per questo. Ciò è chiaro. Ma, in fin dei conti, sono i capi della nazione
che determinano l'andamento della politica e si tratta semplicemente di trascinare il popolo, che si tratti d'una democrazia, d'una dittatura fascista, d'un parlamento o d'una dittatura comunista."
"C'è una differenza" Gli rispondo. "In una democrazia la volontà del popolo si esprime attraverso i rappresentanti da esso eletti, e negli Stati Uniti solo il congresso può dichiarare guerra."
"Oh, tutto ciò è meraviglioso ma, volontà o meno, il popolo può essere comunque manovrato dai suoi leader. E' semplice. Tutto ciò che bisogna fare è dirgli che sono sotto attacco e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo accusandoli di esporre il paese al pericolo. Funziona ovunque nello stesso modo."
...
RispondiEliminavangelo.
RispondiEliminaMi permetto di aggiungere una piccola citazione:
"La prima vittima della guerra è la verità."
E sapete di chi è?
Niccolò Machiavelli.
E se era così già allora...
ciao aku, buon natale a te e famiglia!!! ciao
RispondiEliminaNon sono sorpreso più di tanto.
RispondiEliminaMa non starai postando troppo spesso? O_O
Bhe dovrebbe essere inquietante. Ma si sà, è sempre andata così. Corsi e ricorsi storici, alla fine, più che mai, è sempre allo stesso punto che si ritorna.
RispondiEliminaPiù che inquietante, moderno.
RispondiEliminaLa guerra è antidemocratica.
RispondiEliminaLa guerra non è democratica.
La guerra non ha niente da fare con la democrazia.
E' la mancanza di democrazia che garantisce la possibilità di fare guerre.
La necessità di fare guerre, vista come tale dai vertici, porta al tradimento della democrazia.
Democrazia vs. guerra.
Guerra vs. democrazia.
E così via,
ad libitum, nauseamque.
Sì, sì.
[Sono arrivato qui digitando www.armadio.splinder.com.
Cia'].
Bravo Akuma...sono arrivato al tuo blog per caso e sono felice di incontrare ogni tanto in rete qualcuno acuto e intelligente come te, che riesce ancora a ragionare con la sua testa. Diaboliche ed taglienti le tue frecciate ironiche sul mondo che ci circonda...incredibile come chi posta i commenti si dimostri essere la vittima della tua ironia (ad esempio quando parli di moda..). Credo tu sia un po' più giovane di me..ma la consapevolezza non ha età..quando la si raggiunge. Ancora bravo e...lo so'..è dura..alle volte passa la voglia di scrivere cose intelligenti ma...non smettere !! keep on rockin'!
RispondiEliminaun saluto aku!!!
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