La stagione che tutti preferiscono, che tutti amano ed aspettano con ansia è senza dubbio l'estate; niente scuola, sole e mare in abbondanza, numerosi e prepotenti feromoni. Eccitante, insomma. Nei miei confronti invece si è mostrata puntualmente ogni anno lenta, mortalmente pacifica, vieppiù noiosa.
Stavolta no. L'ultima estate è stata una bizarra eccezione; tra imprevisti esperimenti culinari, matrimoni e simili celebrazioni, sessioni d'esami estive prolungate ed autunnali anticipate, dozzine di funerali, vacanze casalinghe nonché plurietniche, Carcassonne, piacevoli intrallazzi amorosi, impieghi da tassista no-profit, gite impreviste, umidi eventi musicali, atroci babysitting, implosioni di software e altre numerose attività di minore importanza, ho avuto ben poco tempo per annoiarmi. O per scrivere in questo spazio qualcosa di vagamente intellegibile. Tra le bizarrie di questa atipica estate ce n'è stata una sulla quale vale la pena spendere due parole. Qualche mese fa infatti ho effettuato il mio primo, indimenticabile ingresso in quel tanto ambito quanto oscuro luogo fatto di oblio e speranza, di flash e di caos, di truzzi e di paste: sto parlando della discoteca.
Si, ci sono entrato.
Si, ero disarmato.
Beh, quasi.
Prima e poi doveva succedere; in quel di Rimini, al termine d'un lungo conciliabolo tra noi giovani vacanzieri associati, tra uno "Uà, amm' pariat a ciucc'", qualche "We pheega" e miriadi di "'Nse sa ahò!" siamo giunti alla conclusione di dover trascorrere il dopocena in una qualche discoteca. Più che altro perché la sera a Rimini non c'è veramente un cazzo da fare. A dire il vero neanche il giorno, se piove.
Grazie alle impareggiabili abilità dialettiche di uno del gruppo, per un prezzo modico siamo giunti in fine alla soglia dell'AltroMondo. Il nome del locale si rivelava già foriero di mille e più significati. Fila all'ingresso. Fila alla biglietteria. Fila per ritirare i buoni per le consumazioni. Ma soprattutto fila al bar per ritirare le consumazioni.
La tizia al bancone del bar era realmente qualcosa di entusiasmante. Dietro mandrie di adolescenti in tiro, tutte alte mezzo metro meno di me, la vedevo pigliare e riporre a caso bottiglie quà e là dagli scaffali e riempire con un ghigno decine di bicchieri di plastica, lanciando disordinati schizzi e meravigliandosi dai colori dei composti ottenuti. Non mi sarei stupito se un paio di quelli fossero esplosi. Arrivato infine il mio turno la vedo prendere in mano la batida de coco. Che schifo. Le mostro due biglietti (Grazie, Ferikusu) e la anticipo: "No, senti, io m'accontento d'un doppio Grand Marnier." "Non ce l'abbiamo." "Ma che stai a dì, ce l'hai dietro la testa!" "EH?". Eh, già. Ricordatevi che tutto ciò si svolgeva all'interno d'una discoteca. Attiva. Fin troppo. Ovviamente UNZ UNZ il non proprio UNZ gradevole UNZ sottofondo UNZ UNZ
LA BATTERIA UNZ E' RICARICATA UNZ UNZ UNZ non mi coadiuvava UNZ UNZ
LA BATTERIA LA BATTERIA
LA BATTERIA UNZ UNZ affatto UNZ UNZ E' RICARICATA per ciò che UNZ UNZ concerne UNZ E' RICARICATA UNZ il settore UNZ UNZ E' RICARICATA delle comunicazioni. Le indico l'agognato liquore urlando disperato "DAMME DU BICCHIERI DE QUELLAH!" La tizia si accorge che la bottiglia è finita e va a prendermene un'altra in magazzino. Quelli dopo di me un po' mi odiano.
Ottenuta la mia agognata doppia razione di Grand Marnier inizio a girovagare da solo per il locale, poiché gli altri componenti del mio gruppo si erano già sparpagliati per le piste. Da questo momento in poi cerco di limitare le mie intromissioni con l'ambiente circostante per evitare di causare danni alla fauna. Ciononostante non posso fare a meno di osservare alcune interessanti specie che popolano questo particolare tipo di habitat. Inizio il tour dalle poltroncine; purtroppo trovo soltanto coppiette sdraiate impegnate nello scambiarsi tenere effusioni. Ah, ed anche qualche tizio sdraiato senza compagna alcuna, ma con lo sguardo vitreo e la bavetta all'angolo della bocca.
Provo, Grand Marnier ancora alla mano, ad avvicinarmi ad una delle zone adibite alla sequenza di movimenti scomposti denominata ballo. Ad un angolo c'è un tizio in rosa dentro una specie di gabbia che si agita sculettando. Ugualmente sculettando si avvicina a me un altro tizio poco rassicurante. Mi dileguo ripromettendomi di stare lontano dalle gabbie. Mi siedo su una poltroncina libera, non lontano da quattro ragazze che si fissano senza muoversi o parlare. Un sorso, due sorsi, finisco il primo bicchiere. Ed il secondo. Stavo giusto chiedendomi "E mo che cazzo faccio?" quando tra esplosioni e lampi mi accorgo dei vari 舞 stilizzati appesi un po' ovunque. Parte l'amur tugiur di D'Agostino, tra le urla di gioia dei presenti. Un idiota basso e grassottello comincia a camminare in cerchi coprendo la zona tra me e le quattro ragazze in lattice. Ha le ginocchia piegate e ruota le braccia, come se stesse riavvolgendo uno spago. Continua per quasi venti minuti, perdendo l'equilibrio un paio di volte. Peccato abbia smesso. Quando la noia inizia a sopraffarmi e la percezione dei suoni si distorce in maniera poco piacevole decido di fuggire, ritrovando il resto del gruppo, col quale riprendo la strada per la nostra temporanea residenza.
E' stata un'esperienza da fare, spero non da ripetere. E poi andare allo zoo costa meno.
Forse quest'anno dovrò entrarci anch'io per la festa di fine anno oddio. >_
RispondiEliminaIl tizio che ruota le braccia riavvolgendo uno spago immaginario c'era anche la prima ( e fortunatamente quasi unica) esperienza che ho avuto in una discoteca, proprio a rimini, quattro anni fa. Vuoi vedere che...
RispondiEliminaE le ragazze (s)vestite con abiti succinti che cavalcano i cubi non c'erano?
RispondiElimina@ Lag: Boh, forse è lui. In tal caso, poveraccio, quattr'anni ed ancora non ha finito di riavvolgere...
RispondiElimina@ Luis: Eh. C'erano, ma erano troppo lontane ed io ero e sono troppo miope per poterne godere senza oltrepassare i gorilla guardiani.
A Rimini lavorano lo spago e lasciano i gorilla in libertà :O
RispondiEliminaMa LOL!
RispondiEliminaBeh, è solo grazie a noi se c'è stata la tua prima volta no?
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